Cosa sono gli Stati Generali?

Coinvolgere gli studenti Erasmus in un percorso dove discutere e confrontarsi sui temi di interesse per l’Europa dei giovani, facendo leva sulla loro esperienza di mobilità quale momento fondamentale per la formazione, la crescita personale e lo sviluppo della cittadinanza europea. È questo il senso degli Stati Generali della Generazione Erasmus, Primo Consiglio Italiano.

L’incontro è promosso dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, dall’Erasmus Student Network Italia e da garagErasmus in collaborazione con il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio , il Miur e l’Unione Europea. L'apertura dei lavori è avvenuta il 24 febbraio, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, nell’ambito delle celebrazioni di quest’anno per i 30 anni dalla nascita di Erasmus e i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma. 200 studenti divisi in 6 gruppi guidati da 6 oderatori hanno continuato i lavori on linde nella piattaforma Garage Erasmus - We tipp. Le loro proposte sono state inserite nella Carta della generazione Erasmus consegnata alle autorità politiche il 9 maggio a Roma.

La Ministra Valeria Fedeli, intervenuta nel corso della Conferenza, ha dichiarato «È un impegno del governo leggere ed attuare quanto scritto nella Carta della Generazione Erasmus. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito in trent’anni a rafforzare l’Erasmus. Credo sia importante continuare su questa strada ed estendere l’esperienza dell’Erasmus sempre di più alle ragazze e ai ragazzi che non hanno risorse economiche per poter partecipare. Dobbiamo impegnarci su questo nel corso del prossimo Consiglio dell’Istruzione a livello europeo. Bisogna strutturare la possibilità di fare Erasmus anche alle scuole superiori – ha aggiunto la Ministra – e, altrettanto importante soprattutto per le novità che abbiamo messo in campo in Italia con le esperienze di alternanza scuola lavoro, attivare scambi professionali dentro il programma Erasmus. Dobbiamo lavorare perché quando le ragazze e i ragazzi partano per l’Erasmus si trovino sempre in condizioni di sicurezza e soprattutto dobbiamo impegnarci per immettere nei percorsi formativi scolastici l’educazione europea, la conoscenza della storia dell’Europa».

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